CHI SONO ?

René Georges, pittore e scultore

Sono nato il 21/11/1956 in un paesino in Belgio dove si parla tedesco. Quarto figlio di una famiglia modesta con cinque bambini, all'eta di 14 anni ero già con lo zaino in spalla e pochi spiccioli in tasca, in partenza per il mio primo viaggio da solo.

Era lo spirito d'avventura, il desiderio di scoprire il mondo e l'Universo che mi spingevano. In seguito avrei girato il mondo intero. "Conta su te stesso e il resto verrà di conseguenza" è il mio motto. Posso ancora sentire mio padre che dice: Tu non sei come gli altri.

Dopo aver scoperto l'argilla all'età di 22 anni, ho deciso di studiare arte a Londra, in una scuola d'alto livello che spinge lo studente a sviluppare il proprio stile personale. Tornato al mio paese nativo, ho conosciuto un artista autodidatta e, nel corso di alcuni mesi, ho trascorso parecchie ore in sua compagnia. Aveva 80 anni e spesso andavo al ristorante con lui. Eravamo sulla stessa lunghezza d'onda e abbiamo passato bei momenti insieme.

In seguito ho trascorso 5 anni nel sud della Francia (Narbonne) scoprendo la luce ed i colori. Ho imparato a sentirli, a usarli in una maniera armoniosa e da autodidatta. (All'inizio su piccoli supporti, di nascosto, come un topo, e poi su tele da 4m² e più).

Allo stesso tempo continuavo a creare e sviluppare il mio stile scultoreo personale. Ne è un esempio l'opera premiata "Giovane scultore visto dall'esterno".

Tornato in Belgio, ho continuato a lavorare ad un'importante serie di quadri unici e ad una nuova serie di sculture originali. Ogni volta ero meravigliato da me stesso. Il lato ludico favorisce la realizzazione.

È a partire dall'aria e dall'acqua fresca che un'opera si materializza. Il dispendio di energia è, ogni volta, enorme. I temi che vengono alla mente vedendo le mie sculture realizzate ruotano attorno all'individualità, l'amicizia, l'incontro e l'equilibrio. Mi appaiono come valori perduti che desiderano riaffiorare nel nostro tempo.

Una terza fonte d'ispirazione è la composizione musicale. Nuove melodie vengono regolarmente a me quando sono nel mio stato "di sogno".

Arrivano da non so dove, da sole, senza che io faccia nulla. Nei minuti che seguono le fischietto e le registro sul mio cellulare. Altrimenti, magari dopo un quarto d'ora, sono perdute.

Mi considero messaggero e canale delle informazioni ricevute da un Universo altro, che si manifesta dentro di me nel momento in cui inizio ad ascoltarlo. Tanto vasto che, anche dopo più di trent'anni di sperimentazione, sono soltanto all'inizio. La gioia e la felicità che provo sono indescrivibili.

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